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Alessia D’Andrea, il mondo è suo

A marzo è uscito “Luna d’Inverno”, il primo album in italiano di Alessia D’Andrea, che è stato presentato dal vivo in diversi concerti durante l’estate.

Alessia D'Andrea

Alessia D’Andrea

Contemporaneamente all’uscita di un duetto in Sud America, l’artista ha pubblicato da poco un disco in Nord Europa destinato al mercato scandinavo e tra pochi giorni sarà in studio per terminare il suo album di esordio negli States. Il nuovo singolo “La Musica non gira più” è stato scritto da Alessia qualche anno fa, quando aveva intuito la direzione pericolosa verso la quale il mercato discografico stava andando. E’ un dialogo immaginario tra un musicista e la musica ed i dubbi che inevitabilmente fanno parte di chi, come gli artisti, passo dopo passo, costruisce il suo cammino inseguendo un sogno.

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Nero a metà, l’Arena di Verona canta con Pino Daniele

Una serata unica e speciale, come solo Pino Daniele pescando nel suo album della fantasia poteva regalare.

Pino Daniele durante le prove

Pino Daniele durante le prove

L’Arena di Verona ha ospitato la data unica di “Nero a metà”, concerto che celebra l’omonimo album del 1980, a tutt’oggi considerato un capolavoro della musica italiana. Al suo fianco la band storica, quella attuale e l’Orchestra Sinfonietta Roma oltre ad alcuni amici che hanno voluto fargli compagnia in questa serata speciale, che avrà una coda a dicembre ma senza l’orchestra sinfonica: nessuna registrazione, nessuna ripresa ieri sera, non usciranno né un disco dal vivo né un dvd quindi solo gli oltre diecimila paganti potranno raccontare le suggestioni della serata. A dicembre si replica l’11 a Bari, il 13 a Roma, il 16 e il 17 a Napoli e il 22 a Milano.

La scaletta dell'Arena di Verona

La scaletta dell’Arena di Verona

La partenza è soft con “Terra mia” poi arriva subito il primo duetto: è con Elisa ed è la prima volta che si trovano su un palco “anche se la seguo dagli inizi e mi piace molto. Ero curioso di vedere che veniva fuori e ci divertiamo con “Quando”. Poi con Francesco Renga ed Elisa fanno “Voglio di Più” e solo con Renga “Musica musica”. Fiorella Mannoia, “che mezza napoletana è”, incanta con “Senza te” e “E so cuntento e sta”. Emma Marrone propone “Je so’ pazzo” e “Nun me scoccià”. Mario Biondi fa “Sotto ‘o sole” e “Ame me piace o blues”. E’ una scaletta per proporre tutto un percorso musicale con lo stesso cuore e colore degli inizi. Il finale è da lucciconi. Tutti sul palco a fare “Napule è” e “Yes I know my way”. Come ha raccontato un emozionato James Senese “per noi non è cambiato niente, il sentimento è forte, lo viviamo come fosse la prima volta ogni giorno. Abbiamo vissuto un grande periodo storico: non sapevamo di fare un cosa storica che è rimasta nella storia”.

Pino Daniele canta "Napule è" con tutti gli ospiti

Pino Daniele canta “Napule è” con tutti gli ospiti

“Nero a metà” germoglia nel 1977 con gli amici che Pino Daniele ha portato a Verona: “Tutti abbiamo i capelli bianchi tranne Senese che resta uguale. Non è stata una serata celebrativa almeno per me, è stata una serata per la canzone napoletana, perché da quel disco ha cambiato veste, lo abbiamo dimostrato negli oltre trenta anni che sono passati. Ieri sera ho portato sul palco un progetto emozionale senza alcuna nostalgia. Abbiam raccontato da dove sono partito, gli amici che ho incontrato e che importanza hanno avuto”. E questi amici sono: James Senese, Gigi De Rienzo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, Rosario Jermano e Tony Cercola sono quelli di ieri. Quelli di oggi sono Rino Zurzolo, Daniele Bonaviri, Elisabetta Serio e Alfredo Golino.

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Un notte nero a metà per Pino Daniele

Quasi 35 anni dopo è ancora nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre. Si intitola “Nero a metà” e porta la firma di Pino Daniele.

La locandina della notte all'Arena di Pino Daniele

La locandina della notte all’Arena di Pino Daniele

Lo scorso 3 giugno l’album è stato ripubblicato da Universal Music Italia in una special extended edition: sono stati recuperati i nastri originali e rimasterizzati i dodici brani che costituivano l’album. Inoltre da quelle stesse registrazioni del 1980 sono stati recuperati due inediti, “Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”, e nove brani in versioni alternative e demo, che i fan avranno la possibilità di ascoltare per la prima volta. E dunque mentre si ripassa un disco che ha cambiato la musica, e non solo in Italia, cresce l’attesa per il concerto del primo settembre all’Arena di Verona. Una data unica che porterà sul palco, insieme a Pino Daniele, la formazione originale del 1980 composta da James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo a piano e tastiere, Rosario Jermano alle percussioni e Tony Cercola ai bongos. Dietro di loro ci saranno i cinquanta elementi dell’orchestra sinfonica “Roma Sinfonietta” diretta dal maestro Gianluca Podio. A rendere ancora più speciale l’evento alcuni ospiti: hanno già confermato al presenza Emma Marrone, Fiorella Mannoia, Mario Biondi Massimo Ranieri ed Elisa ma si confida in ulteriori sorprese.

“Nero a metà” è il terzo album dell’artista napoletano. Arriva dopo il frizzante esordio di “Terra mia” del 1977, che tra le altre conteneva “’Na tazzulella ‘e café”, e l’album eponimo del 1979, quello di “Je so’ pazzo”. Pino Daniele ha solo 25 anni ma ha già una buona esperienza. Ha preso in mano la chitarra che aveva 12 anni, è stato membro di una band evaporata che si chiamava Batracomiomachia che aveva una impostazione jazz-rock, ha accompagnato alla chitarra Jenny Sorrenti ed è stato il bassista degli ultimi Napoli Centrale, gruppo dove militava il sassofonista James Senese che non molto tempo dopo decide di accompagnarlo nella sua carriera solista.

E’ stato detto che nel sound di Pino Daniele si fondono la lava del Vesuvio e il fluire del Mississippi, anima napoletana e blues: “Nero a metà” è il primo disco che conferma questa rivoluzione ed è uno dei capisaldi del “Neapolitan Power”, quel filone che cercherà di diffondere un suono non solo melodico. La tracklist originale, che sarà l’ossatura del live scaligero, è composta da “I say i’ sto ccà”, “Musica musica”, “Quanno chiove”, “Puozze passà’ nu guaio”, “Voglio di più”, “Appocundria”, “A me me piace ‘o blues”, “E so’ cuntento’ e stà’”, “Nun me scoccià’”, “Alleria”, “A testa in giù” e “Sotto ‘o sole”. Perché questa operazione? Pino Daniele ha spiegato che <quasi 40 anni dopo quella rivoluzione è ancora viva nell’aria e ha contribuito a riformare, oltre la scuola musicale napoletana, quella romana e a riassettare quella genovese, che era già scuola negli anni Sessanta>. Per altro Daniele è molto legato all’Arena perché <tanti anni fa debuttai a un Festivalbar con “Je so pazz” e dunque tornarci è sempre una emozione>. Attenzione perché sono minime le possibilità che dalla serata venga tratto un cd o un dvd dunque per chi non ci sarà l’unica possibilità per esserci sono le frequenze di Radio Italia che seguirà il live. Nel 2015 è invece atteso il nuovo disco di inediti che sarà un viaggio nella musica mediterranea, molto diverso da “La grande madre” del 2012. Chi ha avuto la fortuna di ascoltare qualcosa ne parla come un seguito ideale di “Medina”, ipnotizzante album del 2001. Ma prima una Arena che è…nera a metà.