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Niccolò Agliardi l’incantatore della musica

Niccolò Agliardi & The Hills incantano con la sua musica e le sue parole. Protagonista alla Salumeria della Musica di Milano ha fatto volare il pubblico in una dimensione altra col suo concerto. E’ uno degli artisti più poliedrici del panorama nazionale. C’eravamo e vi raccontiamo la serata.

Niccolò Agliardi alla Salumeria della Musica

Niccolò Agliardi alla Salumeria della Musica

di Matteo Rossini

Niccolò è salito sul palco e senza proferire parola ha aperto il concerto facendo subito comprendere che la musica sarebbe stata la grande protagonista della serata. L’artista ha offerto uno spettacolo in cui i brani del disco sono stati intervallati da brevi spiegazioni sul significato dei pezzi. Niccolò non si è mai lasciato andare ad autocelebrazioni, nonostante ne avesse la possibilità, ma ha preferito che il lento scorrere del mix di blues, soul e pop e il timbro deciso e avvolgente facessero tutto.

Ha sapientemente mescolato brani del quarto album con pezzi scritti per altri artisti e di grande successo in Italia. La canzone più attesa della serata, accolta con grande entusiasmo dal pubblico presente, è stata ovviamente “Io non ho finito”, colonna sonora dei “Braccialetti rossi”, la serie tv rivelazione della scorsa stagione. Si sperava che la serata non finisse mai e invece è giunto anche il momento dell’ultima canzone, “Conta”, brano incluso nella compilation ufficiale della serie di Rai Uno, secondo posto nella classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia.

Al termine del concerto Niccolò ha incontrato le decine di fan venuti per ascoltarlo, ha firmato autografi, rendendosi disponibile per foto e chiacchiere. Tra i presenti alcuni nomi dello showbiz italiano: Emis Killa, Selvaggia Lucarelli e Michele Bravi, vincitore dell’ultima edizione di X Factor. Agliardi è un chiaro esempio di come il talento non abbia limiti e possa esser profuso contemporaneamente in diverse attività e professioni. Il segreto del suo successo decennale? L’artista lo ha svelato alla fine della serata: «Negli anni non ho mai sbagliato nel decidere di chi circondarmi, sono sempre rimasto vicino alle stesse persone con cui ho lavorato fin dall’inizio».

 

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L’abitudine di tornare di Carmen Consoli

Si intitola “L’abitudine di tornare” il primo singolo di Carmen Consoli, che torna dopo 5 anni con un nuovo atteso album di inediti in uscita il prossimo 20 gennaio  su etichetta Universal Music.

La cover di Carmen Consoli

La cover di Carmen Consoli

Il brano che farà da apripista al ritorno dell’artista sulla scena discografica e live, sarà in rotazione radiofonica, e disponibile in tutti gli store digitali, a partire da venerdì 28 novembre. Svelata anche la copertina del singolo che, con uno schizzo, riporta nel mondo fantastico del Mago di Oz. Il brano sarà accompagnato da un video girato da Fernando Luceri.

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I vent’anni catartici dei Marlene Kuntz

Ci sarà almeno un evento del 1994 di cui ognuno di noi ha memoria. Molti ricorderanno la morte di Ayrton Senna, altri hanno pianto il mito del grunge Kurt Cobain, altri ancora esultano per l’elezione di Mandela come presidente del Sud Africa.

Marlene Kuntz

Marlene Kuntz

di Irene Zambigli

In Italia quell’anno usciva il primo album di una band di Cuneo formatasi qualche anno prima: i Marlene Kuntz pubblicano Catartica. L’album, prodotto dall’allora neonata etichetta discografica Consorzio Produttori Indipendenti, apre la strada a nuovi suoni fino ad allora conosciuti solo fuori dall’Italia. I Marlene Kuntz conquistano la scena con il loro noise rock fortemente cantautorale. A vent’anni dall’uscita di quel disco, manifesto della carriera del gruppo piemontese, i Marlene Kuntz organizzano un tour per il ventennale, portando in giro per i club italiani la track list dell’album d’esordio.

Le aspettative del pubblico romano sono alte e già in fila all’ingresso, dopo un cambio di location straordinario per il sold out annunciato, si fanno scommesse sulla scaletta. Il pubblico dei Marlene è un pubblico fedele, ma diviso in due dalle scelte stilistiche di Godano & Co. degli ultimi anni. Ci sono fan in conflitto con gli albumi più pacati, molto più curati nei testi con sound più morbidi. Ma tutti i fan sono alla loro data romana per rivivere i loro vent’anni. Assieme a una band che quegli anni lì, li ha fortemente influenzati.

Io non avevo vent’anni nel 94, ho conosciuto i Marlene dieci anni dopo e come  allora, al concerto, sono convinta sia una delle band più talentuose in Italia. Ad aprire il concerto che, in linea con le aspettative, percorrerà tutta la track list dell’album, è Mala Mela a cui seguono 1° 2° 3° e Fuoco su di te. Il pubblico si scalda, si emoziona, torniamo tutti ad avere vent’anni, forse anche Godano Bergia e Tesio che sul palco ritrovano una grinta mai persa stasera perfettamente in tema. Trovano spazio nella scaletta anche Lieve, cover dei Csi ed i brani dell’album Pansonica, che, come spiega Godano, è un’album di recente uscita con sei  tracce inedite e una versione diversa di Donna L, scritte tra il ’90 e il ’96 (anno di uscita de Il Vile).

Il nome Pansonica viene da una delle tracce più significative di Catartica, Sonica, che manda il tutti in visibilio assieme a Festa Mesta, altro caposaldo dei Marlene. Il pubblico è conquistato, rapito, affascinato da sonorità noise ancora vive (o tornate vestite a festa per l’occasione verrebbe da dire). Aspetta quell’ultima canzone, quella ballata che tutti cantano arrivando quasi a coprire la voce di Godano. Nuotando nell’aria chiude un concerto che i fan attendevano da tempo, festeggiano insieme ai Marlene i vent’anni di un disco che ancora oggi emoziona e rapisce, come se il tempo, per loro, non fosse mai passato.