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Io?Drama ci fanno ritrovare anche se…non resta che perdersi

L’estate in tour degli Io?Drama, una delle band più originali degli ultimi dieci anni (abbondanti). Il loro album più recente si intitola Non resta che perdersi. Ce lo racconta Fabrizio Pollio, anima del gruppo.

Io?Drama

Io?Drama

Serate da headliner e da opening act. Comunque tante. Cosa cambia?
Nelle date da headliner ci concentriamo sulla parte più danzereccia ed elettronica per fare un live più estivo e far saltare la gente. Quando apriamo facciamo un concentrato nostro negli ultimi dieci anni, il meglio del meglio.
Perché?
Vogliamo arrivare a un pubblico che ci conosce meno e salteranno fuori tutti i singoli: nessun medley, in questi casi meglio una canzone in meno ma completa.
Ripescata canzoni poco spese dal vivo?
Può essere. A volte riprendi in mano una canzone e la riscopri, magari non era un singolo ma il pubblico dimostra di volerla sentire. Proponiamo canzoni del primo album riarrangiate, non stiamo a fare i puristi.
Avete una missione?
Essere forti sia nei testi che nella musica. Soprattutto in Italia dove la musica spesso distrae dal testo. E’ uno sfizio nostro personale.
Cosa racconta Non resta che perdersi?
Due anni di stati d’animo. Nel biennio in cui lo ho scritto mi sono accorto che in almeno metà delle canzoni tornava l’idea di perdersi, perdizione, smarrimento oltreché di piacere. Lo ho trovato genuino.
Il titolo fa riflettere.
Avevamo fatto Da consumarsi entro la fine nel 2010 e già parlava di crisi ma non volevamo sottolineare ulteriromente le difficoltà.
Che proponete?
Una alternativa, una vita che non concede stabilità ha anche dei lati positivi. Può essere uno spunto positivo. Anche i colori dell’album, le due signore in spiaggia, c’è un po’ di sarcasmo.
Voi non avete mai rischiato di smarrirvi?
Certo perché molti hanno fatto scelte diverse, io ho sempre stretto un rapporto da band e non da turnisti. Infatti con chi ha scelto altre strade siamo ancora amici ma il fulcro è sempre rimasto: il rischio più grande non era perderci tra noi ma perdere lo spirito: abbiamo rischiato di subire le difficoltà del fare musica in Italia.
Perche Io?Drama?
Era il mio nome da solista nel 2003. Ho lasciato il teatro per dedicarmi solo alla musica ma la parola drama sottolineava il bisogno di essere sul palco.
E Io? che rappresenta?
Chi ero io a 18/19 anni. La ho presa così sul serio che è diventato un neologismo per definire un approccio mentale su se stessi e sulla vita.
Col senno del poi lo cambierebbe?
Ora è un nome, non ci penso più. Certo quel punto di domanda qualche problema nell’era social me lo crea. Ma non cambio nulla.

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Tutti gli attimi di Idhea

E’  online su tutte le piattaforme multimediali il video di Attimi della cantante pop rock Idhea. E’ il secondo brano estratto dal suo album d’esordio No Chains.

Idhea

Idhea

Il testo, a tratti drammatico, richiama quella contrapposizione tra l’altalena emozionale dell’adolescenza, caratterizzata dal desiderio romantico di incontrare il vero amore, e la presa di coscienza in fase adulta del fatto che non possa esistere un amore idilliaco come si immagina spesso nell’infanzia.  Il video di Attimi è stato girato in Piemonte e diretto da Fabrizio Rizzolo (attore, regista e cantante), mentre la produzione esecutiva è di Barbara Rosa. La storia narrata nel video si allontana in parte dal testo della canzone, per lasciare libera interpretazione all’osservatore. La ricerca del luogo d’infanzia (un antico casale) viene intervallata da alcune scene in cui si percepisce il distacco e il successivo ritorno di una persona, ma senza mai svelarne chiaramente l’identità. Nel video sono presenti anche alcune immagini e filmati di Idhea da bambina, che rimandano ai ricordi.

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Resta con me con Frenesya!

I Frenesya nascono nel 2009 dall’incontro di Matteo Spinelli (voce), Antonio Mezzadra (lead gtr), Filippo Freri (bass) e Filippo Poli (drums); dopo qualche anno di assestamento i quattro incontrano Cristiano “Hristo” Lepri (rhythm gtr) e nel 2013, dopo aver svolto un’intensa attività live, più di duecento per tutto il nord Italia, ottengono un contratto discografico che oggi gli sta dando la possibilità di registrare il primo album. Ne abbiamo parlato con Hristo.

Frenesya

Frenesya

di Milly Abrusci

A che punto siete con la registrazione dell’album?
Siamo a buon punto, ma c’è ancora tanto da fare.
Per quando è prevista l’uscita?
Non abbiamo ancor una data precisa, ma pensiamo tra l’inverno e la primavera del 2016.
Quanti brani saranno?
Una dozzina, tutti scritti da noi.
Lo stile è sempre lo stesso o cambia?
Stiamo cercando di mantenere il pop rock italiano di matrice moderna.
Il primo singolo estratto e che è in rotazione radiofonica è “Resta con me”. Perché avete scelto questo brano?
E’ stato il primo brano della svolta per la band appena abbiamo iniziato a lavorare insieme a questo progetto. Ha anche un messaggio forte e abbiamo deciso di partire con questo.
Nel 2013 avete ottenuto un contratto discografico dalla Sound Music International. Com’è successo?
Io avevo incrociato Massimiliano Meloni tramite alcuni conoscenti in comune e, conoscendo da tempo gli altri ragazzi dei Frenesya, ci siamo proposti a lui che ha subito gradito e accolto il progetto. E’ stato un amore a prima vista. Massimiliano è il nostro pigmalione, siamo contentissimi di lavorare con lui perché dà la possibilità di lavorare in totale libertà, senza restrizioni.
Lei si è aggiunto dopo nella band, cosa ha portato di innovativo?
Io ero molto più old school, legato a un rock più retrò. Sono stati loro a dare qualcosa a me e poi abbiamo un passione comune, quale il brit rock moderno.
Da dove nasce il nome Frenesya?
Questo me lo hanno raccontato, perché io sono subentrato dopo. Erano talmente pieni di energia che, nonostante non fosse ancora in ballo la band, erano pieni di live e di idee, e qualcuno disse loro: “mamma mia che energia, siete proprio frenetici”. Da lì, l’idea del nome con la ipsilon che fa molto inglese.
Quali sono i temi principali dei testi dell’album?
Guardiamo molto quello che ci circonda e, in base alle esperienze dirette, cerchiamo di parlare dando un’opinione, un’idea, e di scuotere un po’ gli animi. Se dovessi riassumerlo in poche parole, parliamo della situazione moderna.
Quali sono le vostre influenze musicali?
Sicuramente siamo influenzati molto dal brit rock americano, quindi U2, Queen e Muse. Ci piace tantissimo anche lo stile dei Negramaro. Ma ascoltiamo davvero di tutto.
Con chi vi piacerebbe duettare?
Se proprio dobbiamo sognare, in Italia, Giuliano Sangiorgi perché è l’artista che stimiamo di più del panorama rock nazionale; a livello internazionale sarebbe bellissimo con Matthew Bellamy dei Muse. Non nomino Bono degli U2 perché è di un altro pianeta.
Avete mai pensato di partecipare a qualche talent?
No, crediamo fortemente nel progetto che stiamo portando avanti con il nostro discografico, crediamo di più in questo tipo di gavetta. I talent ti danno tantissima popolarità all’inizio e poi, il più delle volte, finisci nel dimenticatoio.
Siete in giro con dei Live?
Siamo rientrati in sala prove da qualche settimana e stiamo preparando un set live con cui ripartire perché, scrivendo brani completamente nuovi e con uno stile nuovo e molto differente rispetto a quello di due anni fa, dobbiamo capire come muoverci. Abbiamo in programma di ripartire molto velocemente con i live perché è il nostro punto di partenza.
Quindi lo stile dei Frenesya è cambiato?
Rispetto a due anni fa, quando Massimiliano ci ha contattato, è cambiato tantissimo. Prima era molto pop italiano, adesso più rock oriented con molti arrangiamenti.